Mollo tutto e vado in Australia. Intervista a Myriam Defilippi
fonte: www.voglioviverecosì.com
Mollo tutto e vado in Australia
“La banca. Il conto corrente è da cambiare, troppo caro, ho visto una pubblicità e poi me l’ha detto anche Franco. I punti del supermercato: entro questa settimana, poi scadono, abbiamo fatto tanta fatica ad accumularli. Il collega che ti vuole fregare: l’ho capito quello lì, aspetta che esco per farmi le scarpe, resta in ufficio sempre un po’ più a lungo di me. La famiglia: con mia sorella ci devo parlare, basta con questi ricatti morali, cosa vuol dire spendere cosi tanto per un regalo alla mamma, cosa pensa di dimostrare? Quell’estraneo non sono io. Non ci credo. Un giorno è successo. Claudio si è guardato allo specchio e ha deciso che bisognava prendersi una lunga pausa. Non cambiare lavoro, famiglia o vita. Solo prendersi una pausa, in un’altra dimensione, altrove e godersi quello che aveva tra le mani”.
E’ quanto si legge nel libro “Mollo tutto e vado in Australia”, il resoconto di un viaggio speciale, fatto a bordo di un camper da Myriam Defilippi, Claudio e Lieto Cuccurullo, una famiglia che con un bimbo di sei anni ha deciso di staccare, lasciare il lavoro, chiudere casa per cinque mesi e andare a vivere dall’altra parte del mondo. Sì, hanno lasciato l’Italia e sono andati a vivere in Australia. Noia per la solita vita? “Non è necessario superare il limite – si legge nel libro edito da Liberodiscrivere – andare dall’altra parte dello specchio come Alice nel Paese delle meraviglie, per scoprire un modo diverso, per rendersi conto che si può fare. A volte è una decisione razionale, una stalattite che perde una goccia alla volta e forma un disegno bellissimo. Certo che alcuni elementi ti aiutano a capire se sei andato oltre. Se il tempo mensile impiegato per la pulizia dell’auto supera quello dedicato a giocare con l’unico figlio che hai avuto la fortuna di avere. O se è una terribile fatica ricordare il nome dell’unico fratello che ti ha regalato tua madre, anche se vive in un altro Paese. Se hai sfondato la barriera del suono e te ne sei accorto, meglio non aspettare che il tuo orecchio non sia più in grado di ascoltare niente. L’ideale è farlo subito, perché potranno esserci in futuro delle altre chance, ma nella vita non capita mai per due volte la stessa occasione. Non ci sono obblighi, non ci sono regole. Noi abbiamo fatto un piccolo salto, ad occhi chiusi, dimenticando le norme di buon senso e abbracciandoci tutti. Una famiglia in viaggio. Con la promessa di ritrovarci dopo cinque mesi a vedere che immagine avrebbe proiettato quello specchio”.
E così sono partiti.
Vado in Australia
La Redazione di Voglio Vivere Cosi ha intervistato Myriam.
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luglio 28, 2010
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Posted by max

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