«Difficile vivere con gli stranieri»
Fonte: la Provincia Pavese — 27 febbraio 2010 di Maria Fiore BELGIOIOSO. Condomini come sobborghi di metropoli, dove si respira degrado e diffidenza. E la convivenza tra italiani e stranieri è segnata da tensioni pronte a esplodere da un momento all’altro. E’ il caso del condominio “La primula”, in via De Gasperi a Belgioioso. In questo palazzo cinque famiglie su un totale di nove nuclei (la maggioranza degli inquilini nel condominio è costituita da egiziani e marocchini) hanno deciso di mettere nero su bianco la loro esasperazione. Si sono rivolte a un legale, l’avvocato Yuri Lissandrin, e un esposto con le loro lamentele è stato inviato in prefettura, ai carabinieri e al Comune. A stemperare i sospetti di razzismo è la presenza, tra i firmatari dell’esposto, anche di un cittadino camerunense di 36 anni. L’atmosfera che si respira varcando la soglia di questo angolo di città, alla periferia di Belgioioso, a due passi dalla stazione, è di incuria e abbandono. Il palazzo porta sulla facciata i segni del tempo, ma anche tracce di atti vandalici e dispetti. «Il condominio – si legge nell’esposto – è rimasto privo della necessaria attività di manutenzione. Questa situazione ha causato persino la rottura del sistema di scarico delle acque reflue, compromettendo le condizioni igienico-sanitarie dello stabile». Questo, secondo i firmatari, a causa del «costante rifiuto di alcune famiglie di partecipare alle spese condominiali». Si denunciano «atti di vandalismo», appartamenti in cui verrebbero ospitati «anche venti persone a notte», «mercati del pesce e di carne» allestiti in cortile, «andirivieni di persone sospette all’interno del palazzo, soprattutto nelle ore notturne», e «utilizzo pericoloso di bombole di gas in alcuni appartamenti». I condomini chiedono l’intervento delle istituzioni. «A volte penso di andare via – dice Rosanna Barozzi -, ma non posso lasciare tutto quello che ho costruito qui». E’ lo stesso Alah, 18 anni appena compiuti, dipendente di una ditta della zona, a ritenere che non ci sia razzismo da parte degli italiani. «Secondo me è solo che non si va d’accordo – spiega -. Non si dialoga più a causa delle incomprensioni e dei dispetti». Le altre porte al terzo piano, dove vivono gli egiziani e una famiglia marocchina, restano chiuse. Nessuno ha voglia di parlare.
Ho deciso di riportare questo articolo poichè il problema dell’integrazione degli stranieri unito a quello della mancanza di rispetto delle leggi italiane non sono assolutamente da sottovalutare anche in paese di modeste dimensioni come il nostro. L’allarme è arrivato da questo condominio, ma anche altri a Belgioioso, presentano le stesse situazioni o comunque molto simili.
Edifici malconci che non vengono ristrutturati, ma anzi i proprietari molto spesso preferiscono vendere ed andarsene. Non c’è collaborazione tra i condomini. Ce n’è addirittura poca tra gli italiani, figuriamoci se più del 50% sono stranieri di provenienze diverse! Potrebbero fissare delle quote, come è stato deciso nelle scuole (se non sbaglio il 30% di stranieri), ma questa è una decisione che devono prendere i condomini in comune accordo e se volessero vendere poi il loro appartamento, e la soglia è già stata raggiunta, devono sperare in qualche italiano disposto all’acquisto. I condomini-ghetto dove vige l’anarchia sono sicuramente il male peggiore e bisogna evitare il loro verificarsi. In caso di mancanza di legalità bisogna collaborare con le forze dell’ordine.
Ci deve essere apertura tra stranieri e italiani ed anche viceversa. Il condominio ideale è quello in cui i condomini cooperano riuscendo a mettere in atto azioni virtuose, oltre alla pacifica convivenza e al rispetto reciproco. Comportamenti virtuosi come quelli presentati nell’articolo La proposta dei “Condomini virtuosi”.






febbraio 28, 2010
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Posted by Mauro
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