Camporinaldo, materiale sospetto
fonte: la Provincia Pavese
Preoccupazione per alcuni sacchi di materiale non ancora identificato stoccati all’interno di una area privata a Camporinaldo. A sollevare la questione è il vicesindaco e assessore all’ambiente Ottavio Dehò a seguito di una segnalazione dei residenti che da tempo lamentano la presenza di materiale non identificato. Infatti da oltre un anno i sacchi stazionano all’interno di un cortile privato dove erano iniziati dei lavori per il recupero di rustici e che da tempo sono stati interrotti. I sacchi si stanno deteriorando favorendo la fuoriuscita delle sostanze nel terreno. Il vice sindaco ha richiesto l’intervento dell’Arpa e dei Carabinieri di Chignolo Po.
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agosto 30, 2010
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Posted by max
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Dopo un anno dalla costituzione del parco il progetto procede a rilento e Miradolo è in ritardo. Il Parco della Collina di San Colombano è stato costituito il 22 marzo 2009 alla presenza dei sindaci dei cinque comuni aderenti, San Colombano al Lambro, Miradolo Terme, Inverno e Monteleone, Graffignana e Sant’Angelo Lodigiano. Sono state tracciate le linee per lo sviluppo di un parco considerato utile strumento di valorizzazione del territorio, anche per il turismo della zona, l’unica collina di produzione dei vini San Colombano doc. Ma si procede a rilento. Colpa della crisi, del patto di stabilità, del coinvolgimento di ben tre province che rende macchinosa l’organizzazione. L’ente capofila è il comune di San Colombano al Lambro che ha competenza su circa il 50% del parco e ha già prodotto molta documentazione, tra cui mappe particolareggiate, studi di fattibilità, percorsi ciclabili in fase di completamento, brochure informative, un sito internet. Poi c’è Miradolo Terme che con il suo 40% si attesta come secondo comune per estensione territoriale. Ed è proprio da Miradolo Terme che si denota una certa lentezza nell’attuare i protocolli d’intesa, già firmati. Manca un piano degli interventi per la fruizione del parco collinare e progetti concreti di sviluppo. Dice Corrado Ricci, responsabile Parco del comune di San Colombano:
Il recente completamento del tratto ciclabile che collega Graffignana a Borghetto Lodigiano di fatto collega Miradolo Terme, Inverno e Monteleone e in generale il Basso Pavese, alla rete ciclabile lodigiana: sono 442 km di piste già realizzate su 510 da realizzare. Ne traggono benefici soprattutto Inverno e Monteleone e Miradolo, che fanno parte del Parco della Collina di San Colombano. Infatti percorrendo le strade collinari, considerate a bassissimo traffico veicolare si raggiunge Graffignana. Intanto alcuni comuni del Basso Pavese si stanno muovendo per realizzare piste ciclabili protette. E’ il caso di Inverno e Monteleone che ha recentemente collegato il capoluogo con la frazione tramite una pista lunga 1,5 km protetta e illuminata. Dice il sindaco Enrico Vignati: «Dopo il primo tratto, stiamo già lavorando al proseguimento fino alle Terme di Miradolo che contiamo di realizzare entro il 2014. Inoltre – continua il sindaco – le strade del Parco collinare di nostra competenza sono chiuse al traffico veicolare nei giorni festivi dal primo maggio al 30 settembre. Abbiamo così a disposizione altri 10 km di percorsi da godere in tutta sicurezza». Anche Alessandro Perversi sindaco di Gerenzago si dichiara molto favorevole alla realizzazione delle piste ciclo pedonali e afferma 
La fontanella della Croce, sorgente naturale dalla quale sgorga acqua termale, fino a qualche decennio fa storico ritrovo di intere famiglie che nei week end la prendevano d’assalto con bottiglie e taniche per fare scorta della preziosa acqua, è ormai ridotta a discarica abusiva. La Fontanella e la zona limitrofa infatti nel corso degli anni, sono stati sempre più trascurati e anche la sorgente ormai rilascia un getto d’acqua debolissimo. Di sera poi l’area prospiciente la fontanella, essendo ben nascosta, è molto frequentata da giovani e anche da coppie in cerca di un po’ di intimità. La mattina i segni sono visibili tutto intorno. Fazzoletti sporchi, cicche di sigarette, lattine, carte di patatine. Nel fossato di scarico poi c’è ogni tipo di immondizia. In questi giorni, a completare il desolante scenario, ci sono anche due pneumatici da camion. (max scala)




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